Martedì 25 Aprile 2017

 

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a cura della Pro Loco Adelfia

 

Adelfia: le origini

Sin dalle origini, la storia di Montrone e quella di Canneto sono state caratterizzate da un destino unitario, pur nella distinzione delle rispettive secolari vicende, fino a quando, nel corso del XX secolo, i due ex Comuni hanno dato vita ad Adelfìa, per volontà "popolare" e giusto Regio Decreto del 29.09.1927. Entrambi i "casali, infatti, nacquero quale differente conseguenza di una stessa causa: la conquista di Bari. Nel caso del casale di Montrone, il riferimento è alla guerra di conquista messa in atto dall'imperatore Ottone II, che cinse d'assedio la città di Bari nel 982 d.C., per Canneto, invece, il riferimento è alla conquista normanna della città, avvenuta nel corso dell'XI secolo d.C., per mano di Roberto il Guiscardo. Dunque: origini parallele e destino unitario.

Come infatti racconta il primo storiografo dei due casali, il gesuita Cataldo Nicolai (del XVIII sec.), nel territorio di Canneto si sarebbe accampata una parte delle truppe normanne; invece, nel territorio di Montrone avrebbe trovato riparo la comunità "familiare" del commerciante Roni Senseh, di origini greche ma barese di adozione.

Nella vita parallela dei due casali, lungo il corso dei secoli, tra l'atto fondativo (X-XI seco.) e la nascita di Adelfìa (XX sec.), i momenti "unitari" sono stati per davvero innumerevoli e significativi, non foss'altro, perché determinati anche da ragioni di contiguità geografica e sociale. Proviamo, qui, a stilare un minimo elenco di questi momenti "unitari" (senza inserire alcun tipo di commento o di riflessione).

Chiesa S.M. del Principio Chiesa della Stella
Le immagini sopra riguardano rispettivamente: Chiesa Madona del Principio e Chiesa Madonna della Stella
Entrambi i casali:
  • sorgono "all'ombra" della città di Bari (e per effetto di guerre di conquista)
  • adottano come nume tutelare la Madonna (del Principio, a Montrone; della Stella, a Canneto)
  • rivitalizzano il rispettivo mito delle origini: Montrone nel XVII sec. (con il culto di san Trifone) e Canneto nel XVIII sec. (con il culto di san Vittoriano)
  • escono dall'anonimato sociale, politico e culturale nel corso del XVIII-XDC secolo, grazie alle rispettive famiglie feudatarie dei Bianchi-Dottula, per il casale di Montrone, e dei Nicolai, per il casale di Canneto (Giordano de' Bianchi-Dottula e Domenico Nicolai diventano, infatti, protagonisti di primo piano della vita culturale e politica della nazione meridionale e della stessa intera Europa)

Le origini parallele e il destino unitario di Canneto e Montrone hanno rappresentato, al tempo stesso, un punto di forza, in quanto elemento di identità dei due casali, ma anche un loro punto di debolezza, proprio perché essi hanno ingenerato e sviluppato, nel corso dei secoli, una sorta di proiezione distorta, ingigantita, della propria immagine. Proiezione distorta che dura tuttora. Per tutti i secoli dell'età moderna, infatti, Montrone e Canneto hanno vissuto ai margini della vita sociale, culturale, politica ed economica della Terra di Bari, con l'eccezione, lo ripetiamo, del XIX secolo. Ancora oggi. nell'immaginario collettivo, ciascun adelfìese pensa "in grande" (in quanto parte di una comunità sociale di quasi 18 mila anime), ma agisce "in piccolo" (chiuso nel proprio rione, ex casale, di Canneto o di Montrone).